HELIODORO

Sezione dedicata allo Spirito

(Dal Libro: "Vivere di Matti" di Umberto Grieco) 


Heliodoro impersona l'Essenza Spirituale libera da legami mentre l'Autore rappresenta ed esprime la parte mentale, razionale della identità che nella sua vita esperienziale sul pianeta si è arricchito anche di un corpo fisico. Costituendo e completando in tal modo nel loro insieme quel binomio "spirito-materia" oggetto di un intero capitolo, in appendice a fine libro. 

Heliodoro vivendo e nutrendosi dell'Amore del Padre è perennemente in comunione con la SS. Trinità Cui spetta la priorità in tutte le sue azioni e rapporti. Sempre pronto a donare il suo Amore indipendentemente da come esso verrà accettato o ricambiato. Quando l'eventuale ritorno dovesse essere negativo condizionato dallo stato esistenziale e mentale della Creatura che ne è stata oggetto non può che dolersene e dire: peccato! 

Purtroppo nello stato in cui vive questa nostra Umanità è il caso più frequente. Stolta perché non ha preso coscienza della nostra condizione umana e dà priorità a quelle cose che destinate a perire data la loro caducità e temporaneità e darci poi dispiaceri, dolori e sofferenze, trascurando e posponendo quelle vere, certe ed imperiture che nessuno ci può togliere e sono fonte di vera gioia e letizia. Guai a quell'uomo che confida su un altro uomo, ci avvertono le Scritture, perché è opportuno confidare prioritariamente nel Nostro Padre Creatore. Tutto il resto, data la precarietà della condizione umana dovrebbe venire dopo. Questo è vivere sapientemente e saggiamente. 

Questa presa di coscienza la acquisii tanti anni fa. Ero giovane sposino e la persona a me più cara cui avevo dato il mio amore e su cui confidavo completamente in un accesso d'ira mi "salutò" sputandomi in faccia e si dileguò salendo su un pullman sopraggiunto, lasciandomi di stucco, stupefatto ed allibito in mezzo alla strada. Eravamo a Roma in Via Catania e non l'ho più dimenticato. Mi crollò allora il mondo addosso, solo ed abbandonato, lontano da casa, mi chiesi allora di cosa non avrei potuto farne a meno. L'amore terreno, gli amici, la musica, la professione, i beni e così via. Mi resi in un baleno conto che niente di tutto ciò mi era necessario ed indispensabile, mi restava una sola cosa a cui non potevo rinunciare per continuare la mia vita terrena: il mio Padre Celeste. Colui che mi ha creato e data la vita. 

Da allora ho confidato e mi sono sempre affidato a Lui, in Cristo Suo Figlio, ed invocato lo Spirito Santo e l'aiuto della Beata Vergine e di tutte le Creature Celesti in tutte le avversità materiali e spirituali che mi sono capitate. L'Umanità difficilmente riesce a disgiungere il Sacro dal Profano. Le necessità di sopravvivenza ed il bisogno di crescita spirituale. Qui sta il grosso problema esistenziale per la maggioranza di noi. E' difficile in questo "gioco" trovare e mantenere il giusto equilibrio. E' il binomio spirito-materia che lo richiede. Si cammina su uno spartiacque e guai a cadere da un lato o dall'altro. E' sempre il dualismo che impera: bene e male, Dio e mammona, salute e malattia, inferno e paradiso. La consapevolezza di ciò mi ha permesso di affrontare e superare qualsiasi eventualità, crescere ed adempiere al mio ruolo nell'attesa del rientro alla Casa del Padre. La nostra meta finale. 

Vivo in serenità, gioia, letizia e consapevolezza in Armonia col Creatore e con tutto il Creato, ringraziandoLo quotidianamente e sempre del Dono della Vita che mi ha dato. Vivere di Lui, vivere in Lui, vivere con Lui è una gioia immensa ed il massimo della felicità. Non si manca di nulla, non c'è alcun dolore. Resta solo il dispiacere che creature a te care non partecipino alla tua gioia. Uno sprone in più per pregare per loro affinché aprendosi all'Amore del Padre, che tutto anima, possano pure loro godere assieme a noi della stessa Gioia. E' il distacco dal Nostro Padre creatore che genere dolore, infelicità e tutti gli stati d'animo negativi ad essi collegati: rabbia, rancore, invidia, chiusura, isolamento, paura, dubbio, colpa, fino ad arrivare ad un livello negativo di non esistenza, regredendo a livelli di un minerale od al massimo di un vegetale. A che ti servono i sensi se uno si rinchiude in se stesso e non relaziona più con niente? E' una vita da zombi limitata al livello vegetativo e non interattivo. 

La gioia, la letizia, la felicità è condividere i propri sentimenti con gli altri con cui relazioniamo. Chiudersi e rifiutare ogni contatto è rinunciare alla vita. E' una regressione. 

Qualsiasi altra scelta si faccia è sempre una fuga dalla realtà, il non voler prendere coscienza della stessa, sia essa materiale, emotiva o sentimentale, razionale o mentale. Non c'è atteggiamento peggiore che si possa assumere di quello di rifiutare e fuggire la realtà. Certo che essa spesso è dolorosa da riconoscere e da accettare, ma non è nel rifiutarla o chiudendo gli occhi che troviamo la soluzione. Una scelta consapevole e rispettosa di tutti i fattori che la compongono è la via da perseguire. Essa sola non lascia strascichi, attriti, negatività, rimorsi che un domani ci possano impedire di goderci a pieno la vita. Sappiate che tutto quello che faccio è per me sempre un atto di Carità ed Amore.




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