BIOGRAFIA 


Umberto Grieco nasce il 13 ottobre 1930 a Massaquano di Vico Equense, uno dei vari paesi della Penisola Sorrentina che si affacciano sul Golfo di Napoli. 

L'evento è così raccontato nel romanzo "Casa Vanacore" del fratello Giuseppe, scrittore, saggista e poeta: "Il settimo figlio nacque nel cuore dell'inverno e per lui non ci fu festa in Casa Vanacore. Mancavano i soldi anche per una semplice bottiglia di marsala e per le solite quattro sfogliatelle". 

La sua infanzia prosegue tra stenti, patimenti e sacrifici. Come usa citare il Grieco stesso in compagnia delle "tre effe": Fame, Freddo e Fascismo.

Pur trovandosi in condizioni così disagiate, per il fatto di essere il più piccolo e data la tenera età, a differenza degli altri fratelli, gli viene risparmiato di andare a lavorare ed ha la strada aperta per la scuola.

"Scuola sì", sentenziò il padre, Don Giovanni, "il tenente", come veniva chiamato dai compaesani, "ma a condizione che vieni sempre promosso. Se no, vai pure tu a lavorare come i tuoi fratelli". E mamma Teresa aggiungeva: "fortunato tu che puoi studiare! Meglio i calli al sedere che alle mani!" 

Così per il piccolo Umberto la scuola gli si presenta come un premio e lui ci mette tutto il suo impegno. Dato l'ottimo profitto, salta nel corso degli studi la quinta elementare e la terza media. L'istituto più vicino per il ginnasio ed il liceo, il "Plinio Seniore", si trova a Castellammare di Stabia a circa nove chilometri dalla sua abitazione di Santa Maria del Toro a Vico Equense. Non potendo la famiglia spendere per il costo del biglietto del tram, Umberto se la fa a piedi. 

Quando arriva a scuola non vede l'ora che si apra il portone per entrare e potersi mettere a sedere, anche se la panchina del banco in legno non fa alcuna concessione alla pelle ed alle sue tuberosità ischiatiche che da sole senza ombra di adipe formano il suo povero e magro sederino. Conseguita la licenza liceale deve attendere il compimento del diciottesimo anno per potersi iscrivere all'Università, non in ingegneria come era sua intenzione, ma in Medicina, esaudendo il desiderio della madre che aspira ad avere un figlio "medico". 

A Vico Equense c'era il detto: "Beata quella casa ove c'è un medico od una chierica rasa", cioè un sacerdote. 

Riesce ad ottenere la esenzione dalle tasse per merito, pur trovandosi a studiare senza poter comprare i necessari libri di testo. Glieli passano i colleghi amici dopo aver superato i relativi esami. Ed Umberto prega Iddio anche affinché questi vengano promossi in modo da poter disporre dei loro testi. 

Fortunatamente poi, il fratello Peppino, che inizia allora al Nord, a Milano, la sua carriera di scrittore, grazie ad un premio vinto, gli compra il trattato di Medicina Interna, i cinque volumi, del Magrassi, che il nostro ancora conserva religiosamente. Fin dall'inizio degli studi universitari, su richiesta del padre, l'allora direttore dell'Ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense, il dr. Emmanuel Scaramellino lo coopta per fargli apprendere l'arte medica e nel contempo lavorare. Passa la settimana tra l'Università a Napoli e l'Ospedale di Vico Equense, apprendendo teoria, dottrina e acquisendo pratica professionale. 

La domenica va a Sorrento, spesso in bicicletta (ventiquattro chilometri per l'esattezza), per prendere lezioni di pianoforte dal professore Don Gennarino D'Esposito, il padre dell'autore di "Anema 'e Core", e già maestro della sua famiglia (il padre ed il fratello Andrea), che, visto il talento del giovane, lo accetta quale allievo e lo "inizia" all'Arte della Musica. 

Alla laurea conseguita a ventiquattro anni è già ben "rodato" come medico. Ha alle sue spalle oltre che il servizio di pronto soccorso, anche anestesie generali e centinaia di interventi chirurgici. L'Amore vero, a parte qualche invaghimento giovanile senza alcun riscontro, lo colpì appena laureato. 

Non ci pensò due volte, ed anche se prematuro, non essendosi ancora creata un posizione, durante il servizio di ufficiale medico di prima nomina, sposò la sua amata Liana che lo gratificò di seguito di due figlie, Teresa e Raffaela. Dati i reciproci caratteri, la vita coniugale è stata abbastanza movimentata e combattuta tra liti, distacchi e riabbracci. Ma in effetti, non ostante i travagli, non è stato mai messo in dubbio che quella costituita era la "loro famiglia". 

Cristiano di fede e convinto, anche se per principio di libertà avesse votato per il divorzio in occasione del relativo referendum, il nostro crede nella indissolubilità del matrimonio, come insegnatoci da Cristo. 

E sotto tale indirizzo ha sempre condotto la sua vita come detto, movimentata ma ricca di emozioni. Il suo unico Amore è stata la sua Liana nonostante le varie e molteplici tentazioni facilmente immaginabili. Felice nonno di cinque splendidi nipoti: Giuseppe, Emanuele, Gabriella, Giorgia e Benedetta e due generi, Paolo ed Enzo,che lui definisce più che d'oro, di platino. Amato, stimato ed ammirato da tutti e spesso, a ben ragione, anche invidiato. Ma questo fa parte della condizione umana. Dopo varie peripezie, partecipa al Corso Allievi Ufficiale Medico presso la Scuola di Sanità di Firenze e poi alla nomina viene assegnato alla Scuola di Artiglieria di Bracciano (Roma) come vice direttore del Servizio Sanitario. Forte dell'esperienza, il suo successo professionale è scontato ed esplode tra i militari. 

Perfino il Colonnello comandante si rivolge a lui, sottotenentino di complemento, per farsi curare suscitando le gelosie del capitano medico. E' l'epoca in cui imperversa l'Asiatica. In paese sono tutti ammalati ed il Grieco lavora ininterrottamente anche con i civili, dimenticandosi persino di andare a ritirare a fine mese lo stipendio, fino a che non si ammala di broncopolmonite. 

Salvato dal dr. Tito Ceccherini di Roma, medico di grandi capacità ed eccelse virtù, il Grieco che nel frattempo si è sposato ed ha la prima figlia in arrivo, essendogli stata negata la rafferma (per gelosia del capo) ed il relativo trasferimento a Roma, apre lo studio a Bracciano ove tutti, militari e civili, si riversano entusiasti per farsi curare ed operare. 

Nel suo studio pratica perfino una laparatomia d'urgenza alla figlia di un maresciallo che si era perforata la parete addominale con la bottiglia del latte rottasi in seguito ad una caduta. Cose d'altri tempi! 

Lo chiamano il "dr. Dior" per la sua abilità, quale chirurgo, nel tagliare e cucire. Animo irrequieto e mai pago, il Grieco non si ferma a Bracciano a godersi la clientela ed il successo, ma si sposta a Roma e continua per un periodo facendo il pendolare. 

Nasce intanto la seconda figlia. 

Attratto dal Nord, dove avevano fatto fortuna i fratelli, si sposta a Milano. Viene assunto dall'INAM di Como, presso la Sezione Territoriale di Cantù, cosa che gli assicura uno stipendio e la possibilità di eventuale rientro a Roma, mentre continua la sua attività fuori provincia. 

Una notte, chiamato a Seveso (Milano) raccoglie un parto gemellare a domicilio e la notizia esce sui giornali locali con tanto di nome e cognome del medico intervenuto. 

La cosa suscita il risentimento e la gelosia del suo superiore, peraltro specialista ginecologo. La storia si ripete. Non essendogli stato concesso il trasferimento a Roma, il Grieco lascia l'incarico all'INAM e riprende a pieno ritmo l'esercizio privato a Desio (Milano). 

Grazie al dr. Ceccherini, su sua segnalazione, prende in cura alcune tra le migliori famiglie della Milano bene. 

I colleghi dicono che ha la "gallina dalle uova d'oro". 

Creatasi una discreta posizione, il nostro, esaudendo i desideri della moglie, riporta la famiglia a Roma ove si trasferisce. Nel frattempo si è specializzato in Dermatologia a Pavia ma, mai pago, si iscrive alla Sapienza di Roma per la specializzazione in Medicina Nucleare. A Roma la sua attività professionale esplode. Ha più di quattromila assistiti. Dirige due Centri Diagnostici, costituisce società.

Lo chiamano "Paperon dei Paperoni". Assume poi la direzione dell'Arno's, una società che svolge la sua attività in varie sedi e centri per problemi di capelli e disfunzioni sessuali. Sempre in movimento riesce tuttavia a trovare il tempo per dedicarsi alle scuole esoteriche che l'hanno sempre attratto. Il caso di una bambina affetta da sordità postencefalitica e curata in Germania dal dr. Ortwin Kruger con esito positivo fa scoccare la scintilla. Il Grieco va in Germania ad Oberammergau, ove il collega tedesco esercita, prende atto delle cure praticate e dei risultati. Non ci pensa due volte ed accettando l'invito del Kruger si stabilisce in Germania ed inizia a curare gli handicappati. Mette a punto un suo metodo: "Terapia Bioenzimatica" a base di enzimi proteolitici e "cellule" prelevate da embrioni e feti. Ora sono di attualità le cellule staminali, ma all'epoca il Grieco venne perfino indagato dalla Magistratura italiana per tali tecniche e poi prosciolto! 

Scomparso dalla scena il Kruger, si stabilisce a Campione d'Italia, sede logisticamente adatta per continuare la sua attività con la Arno's e per poter praticare all'estero la terapia cellulare. Per motivi di salute, non riuscendo a venirne fuori, il suo collega ed amico, il dr. Ermanno Ceriello, gli fa conoscere il prof. Gian Enrico Hermann. 

Questi in pochi secondi, durante un suo seminario a Milano, utilizzando uno strumento di bioelettronica, il Pitterling, fa la diagnosi e gli prescrive la terapia adatta. Il Grieco, guarito, può così constatare sulla sua persona la bontà del metodo e se ne innamora. La Fisica è sempre la sua passione! Si dedica anima e corpo alla bioelettronica. Torna al suo vecchio Amore. Sempre anelante alla verità, ogni occasione è stata per lui buona per arricchire il suo patrimonio di conoscenza nel campo della medicina e della relativa ricerca. 

Anche se questo è costato enormi sacrifici per lui ed anche per i suoi familiari. Attratto da teorie e terapie nuove e d'avanguardia non ci ha pensato due volte a tralasciare od abbandonare situazioni buone e redditizie che s'era creato per abbracciarne di nuove con tutti i sacrifici necessari ed incognite relative. Dal frequentare circoli, corsi di radionica, seminari vari, fino al suo avvicinamento alle tecniche di meditazione ed ad indagare sempre per meglio e sempre più a fondo conoscere e comprendere l'essere umano nel suo contesto cosmico. 

A tale scopo ha girato il mondo: Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti, Oriente ed Africa. Ora si muove meno, ma se necessario è sempre pronto a prendere l'aereo o ad alzarsi prima dell'alba per poter essere presente dove richiesto dalle varie esigenze della sua attività. 

E' recente il suo incarico di docente presso l'Università degli Studi dell'Aquila nel Master per Medici: "I Mezzi Fisici in cooperazione con la Farmacologia". Significativi i suoi incontri con Racanelli, Romano, Mario Pone, Veret, che lo indussero ad indirizzarsi verso una medicina ove la spiritualità avesse il giusto posto, collocazione ed importanza, sempre stando con i piedi per terra e tenendo presente il "razionale". 

Ormai il nostro ha imboccato la strada a lui congeniale. 

Vi convergono: Medicina, Fisica e Spirito. Conosce così il Morell (l'ideatore della MORA), Veret (Medicina Cosmogenetica), Scott Morley, Schimmel, Enzo Maggiora, Florindo Corfini, e tanti altri. Viaggia, oltre Germania e Svizzera, va in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Hong Kong. 

A New York e RAI-USA nel lontano '79 parla delle incompatibilità alimentari (ora di moda) ed ultimamente a RAI International, in occasione della Giornata Mondiale del Malato dell'11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, parla della necessità di una Medicina, Arte Sacra, arricchita di Spiritualità ed Amore per sempre migliori risultati e la salute dell'Anima e del Corpo. 

Si iscrive, per meglio poter operare, quale pubblicista all'Ordine dei Giornalisti. Viaggi, incontri, seminari, conferenze, articoli, la musica, la biofisica e ricerca sono il suo pane quotidiano. Anni duri perché sono oramai lontani i quattromila assistiti, le terapie cellulari e la Arno's. Ma il lavoro di ricerca ormai orientato sulle frequenze elettromagnetiche, suoni, odori, etc. e le loro interazioni con l'uomo lo assorbono completamente. 

Si è reso conto che è la biofisica a dominare. 

Il corpo umano è solo la manifestazione materiale ma essenziali ed importanti sono i suoi campi elettromagnetici. Lo studio di questi ci avrebbe illuminato più di qualsiasi altra cosa. Tutto va riportato ad identità frequenziali e loro interazioni. 

Entrare nel meccanismo biocibernetico delle comunicazioni radio dei vari componenti dell'uomo ci avrebbe permesso, sia di identificarli, sia di riconoscerne eventuali alterazioni, sia di poter interferire allo scopo di risolverle e ristabilire l'equilibrio. La sua ipotesi, grazie ad anni di ricerca, osservazioni e verifiche si è andata man mano concretizzando in una reale possibilità operativa per il medico atta ad attuare ed integrare il suo lavoro sia per la diagnostica che per la migliore terapia. "L'UOMO BIOELETTROMAGNETICO" (pubblicato da GUNA Editore – Milano ) e "LA VIA DELLA SALUTE" (della collana "Il Caduceo" della Elvetica Edizioni) pubblicato in Svizzera e già alla seconda edizione, ed il recente "VIVERE DI MATTI" ne sono il risultato. 

Dopo tanto peregrinare, tribolazioni, incomprensioni, scetticismo, delusioni, angherie, soprusi, calunnie, tradimenti ed ingratitudini, contrariato ma mai rassegnato, la sua perseveranza, costanza, fede, pazienza, coerenza e convinzione nelle sue teorie e terapie, una vita intera spesa nella ricerca della verità, i suoi sacrifici sono stati premiati con il migliore riconoscimento potesse occorrergli: essere chiamato ad insegnare la sua dottrina nella più prestigiosa Università italiana. "La Sapienza" di Roma. 

Infatti il Prof. Adriano Redler, Direttore della Prima Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare, su proposta del Prof. Alberto Santoro gli ha affidato l'insegnamento nel "Corso di Tecniche Integrative in pazienti vascolari critici". Abbiamo indugiato sulla vita dell'Autore ritenendo opportuno mettere a fuoco meglio la sua personalità, forgiata attraverso difficoltà di ogni genere, che lui, come gli piace affermare, rammaricato ma mai rassegnato, da uomo di fede, ha brillantemente superato, permettendogli, così stimolato di compiere un percorso significativo ed importante della Scienza. 

A tale scopo è da tempo in collaborazione col noto psicologo Peter Roche de Coppens, autore tra l'altro del libro "Medicina e Spiritualità" (GUNA Ed. Milano), sostenitore della importanza della Preghiera e dei suoi effetti. 

Questi ha scritto che il Grieco è "il medico dei miracoli". Per Grieco anche il "miracolo", come riferito da Peter Roche de Coppens,non è al di sopra delle leggi fisiche, ma solo al di sopra delle nostre incomplete conoscenze. 

E' da considerarsi di regola nelle leggi naturali, universali e cosmiche che ci reggono e presiedono. Se non siamo in grado di farli è perché non abbiamo coscienza e consapevolezza sufficiente. Il suo ideale di "medico illuminato" è San Francesco di Paola che ne faceva a centinaia di miracoli, di ogni genere. 

Egli aveva il potere e controllo dei corpi e della Natura. 

Lo stesso possiamo dire di Padre Pio, a noi più vicino, e per il quale il nostro ha una devozione e rapporto particolare. Per Grieco, Fede, Religione e Scienza, non sono da intendersi parti separate, ma formano un unico insieme. 

Per questo il suo impegno, oltre che nella ricerca sull'Uomo e sui suoi corpi sottili, si allarga alle interazioni interpersonali con l'inclusione della "preghiera" meglio se "coerente" quale più alto livello operativo. Sempre nel rispetto di tutti gli altri ed in ossequio alle leggi ed all'ordine cosmico. 

Vivere il Messaggio del Cristo, sempre presente ed immanente in noi ( Riconoscendo, Accettando, se necessario, Perdonando, Amando e Ringraziando per tutto quanto ci occorre e capita nella nostra vita) ci permetterà di trascorrere questo nostro soggiorno terreno in gioia, letizia e felicità. 

A tale punto scompariranno dolori, sofferenze e malattie, non mancheremmo più di niente e saremmo consapevoli della futura meta. Il ritorno alla Casa del Padre per il definitivo ricongiungimento col Nostro Creatore.

Riconoscere il Creato, fondato e retto sull'AMORE dovrebbe essere l'impegno, il fine e lo scopo di tutta l'Umanità. 

Ed il Grieco, come pochi privilegiati, può essere a ben ragione soddisfatto della sua opera. Essa potrà cambiare radicalmente il modo di fare medicina. 

Sarà contenta, dal Cielo,anche mamma Teresa, per aver visto giusto, con la sua saggezza ed amore di madre, in quel lontano '48, a volere il suo Umberto "medico".







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